Previsioni Sardegna

GIOVEDÌ LOCALI TEMPORALI SULLA SARDEGNA. ANCORA LONTANE LE PERTURBAZIONI ATLANTICHE.

Uno sguardo alle immagini provenienti dal satellite meteosat e notiamo dal movimento delle nubi il flusso perturbato principale interessare l’Europa settentrionale e un esteso anticiclone interessare il settore meridionale dell’Europa centro occidentale dove le nubi risultano assenti. Sull’est europeo troviamo la presenza di una saccatura atta a generare instabilità diffusa sui paesi che si affacciano sul mar nero.
Nella giornata di domani, l’anticiclone si estenderà ancor più verso est, nord est fino a raggiungere la Bielorussia e l’Ucraina provocando così l’allungamento della saccatura preesistente sul mar nero che evolverà in cut-off. Nel contempo assisteremo ad un lieve cedimento della struttura anticiclonica a ridosso della penisola francese.
Giovedì 13 settembre, assisteremo alla persistenza dell’instabilità sul settore meridionale dell’est europeo causa la persistenza del vortice chiuso tra il mar nero e la Turchia mentre l’anticiclone presente sull’Europa centrale da segni di cedimento a ridosso della Francia dove si insinua un ondulazione atlantica con curvatura ciclonica ( vedi la mappa sottostante emessa dal modello GFS e valida per giovedì 13).


immagine n.1

I geopotenziali tenderanno a diminuire inizialmente al settentrione e successivamente sul resto del territorio e il flusso di correnti fredde in quota genereranno condizioni di instabilità diffusa sulle regioni tirreniche e sulla Sardegna dove si attiveranno temporali e rovesci specie sul settore centro settentrionale dell’Isola. A seguire, sulla Sardegna, ancora tempo stabile per lo più caldo e soleggiato con passaggi di nubi sterili o occasionali temporali sui rilievi orientali.

SARÀ LA FINE DEL TEMPO ESTIVO?
Non ancora. I segnali che arrivano dai centri di previsione non indicano ancora l’arrivo delle perturbazioni atlantiche. A dettar legge sarà ancora il caldo e la persistenza del campo di alta pressione mentre le perturbazioni privilegeranno il nord Europa. Altro elemento che non aiuta a sciogliere la prognosi è derivato anche dalla presenza in oceano di due uragani e di una tempesta tropicale: la prima denominata Florence, classificato uragano, impatterà negli stati Uniti giovedì 13; la seconda depressione classificata tempesta e denominata Isaac, quest’ultima sembra possa impattare su Venezuela, Porto Rico e Repubblica Domenicana; la terza invece, denominata Helene è un ciclone classificato uragano, con venti compresi fra 176 km/h e 213 km/h ( vedi immagine dal satellite).

 

immagine n.2

Secondo il modello americano GFS sembra doversi allontanare dalle isole di Capo verde, transitare verso nord dove sarebbe risucchiata dalle correnti occidentali che la porterebbero ad avvicinarsi sulle coste europee , penisola iberica o isole britanniche. Naturalmente durante il suo cammino, traslando su acque sempre più fredde perderebbe le caratteristiche di uragano ma sarebbe sempre in grado di creare non pochi problemi ai modelli matematici di previsione. Se questa dovesse avvicinarsi, come previsto dalle ultime carte dal modello GFS, alle coste della penisola iberica, provocherebbe un richiamo di aria calda nord africana sul mediterraneo centrale (Vedi immagine n.3). Per quanto sopra, considerando le varie situazioni e i ricalcoli effettuati giorno per giorno dai modelli a testimonianza di una situazione tutt’altra che definita occorrono ulteriori aggiornamenti.

immagine n.3

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